IL RUOLO DELL'AVVOCATO IN MEDIAZIONE

Attraverso il Decreto Legge "Fare", convertito in legge n. 98/2013, si rafforza notevolmente il ruolo svolto dall’avvocato in mediazione. Contrariamente a quanto previsto dal vecchio testo del D.Lgs. n. 28/2010, che prevedeva la sola presenza facoltativa dell’avvocato al fianco della parte in mediazione, ora il professionista deve assistere il proprio cliente per tutto il procedimento di mediazione sino alla sottoscrizione del verbale.
Si assegna così grande importanza alla funzione di consulenza tecnico-giuridica che il legale può e deve assolvere in vista del raggiungimento di un accordo di conciliazione.

Ma la novità più significativa introdotta dalla novella non è questa. Già nel corso della prima fase di sperimentazione della mediazione dal marzo 2011 al dicembre 2012, nell’80% dei casi le parti hanno liberamente scelto di farsi assistere da un legale fiduciario. Si potrebbe dire, pertanto, che la novità introdotta nel D.L. del Fare altro non è se non il formale riconoscimento di quanto in via di prassi si era già prodotto.

L'ACCORDO E' SUBITO TITOLO ESECUTIVO

Quello che costituisce un vero progresso nel senso del rafforzamento della funzione costituzionale svolta dall’avvocatura risiede nell’art. 84, D.L. "Fare" come emendato in sede di conversione, laddove si dispone che il verbale di conciliazione, sottoscritto dalle parti, dal mediatore e dagli avvocati - chiamati ora a esercitare anche un controllo di legittimità formale dell’atto - costituisce titolo esecutivo senza che sia più necessario ricorrere al Presidente del Tribunale in sede di omologa. Si tratta di un cambiamento sostanziale che apre alla negoziazione assistita nell’ambito del procedimento di mediazione.

Questa profonda innovazione, sia giuridica che culturale, introdotta nel sistema giuscivilistico italiano potrebbe, se ben compresa e attuata, rivelarsi ricca di feconde implicazioni per la categoria forense e incidere positivamente sull’efficacia della mediazione con il moltiplicarsi di accordi raggiunti sotto l’egida del mediatore terzo imparziale scelto con criteri oggettivi e predeterminati dall’organismo di mediazione accreditato dal Ministero della Giustizia.

E’ a tutti noto, infatti, che gli avvocati in sede stragiudiziale sono naturalmente indotti a svolgere negoziazioni a favore dei propri clienti con lo scopo di evitare la lite. Tuttavia, tali trattative non avevano sino ad oggi una sede che potesse assegnare loro la forza di titolo esecutivo e la legittimazione all’esecuzione forzata che, attraverso la garanzia di terzietà propria dell’organismo di mediazione, è conferita all’accordo di conciliazione.
     
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